Il pentaprisma

È stato pensato per velocizzare l’impiego della Rollei in condizioni di forte illuminazione esterna e di soggetti in movimento, per i quali l’inversione d’immagine tipica del mirino a pozzetto e il disturbo dato dalla luce ambiente, può creare qualche difficoltà.

 

In sintesi il pentaprisma era assai utile per il fotoreporter  il quale deve seguire rapidamente il soggetto, verificare a colpo d’occhio l’inquadratura, avere una guida continua nella messa a fuoco.

Veniva fornita una custodia per l'accessorio ma anche una borsa con speciale frontale atto a proteggere l’apparecchio sul quale era montato il pentaprisma, evidentemente per far fronte alle richieste di coloro che usavano abitualmente tale accessorio (meglio, tale configurazione dell’apparecchio).

Riappare periodicamente in televisione un filmato di repertorio, relativo ad un triste episodio degli anni di piombo, ove si nota un fotografo munito di Rollei con pentaprisma, intento a riprendere la scena di un efferato delitto nella confusione data dalla presenza di altri cronisti della penna e dell’obbiettivo, forze di polizia ed altro.

Ma un fotoreporter moderno può forse portare la Rollei come corpo di riserva per sopperire ad improvvisi tradimenti delle superautomatiche superaccessoriate o meglio per ottenere qualche immagine destinata a andare oltre la cronaca del giorno dopo, magari con un saggio impiego del mirino a pozzetto che consente agevoli riprese a braccia levate.

Il fotoamatore dal canto suo non usa certo la biottica per rincorrere al parco giochi nipoti euforici, riconoscendo la maggior versatilità della compatta o meglio ancora della Rollei 35.

Si deve quindi concludere che, per l’uso che attualmente si può fare della biottica il pentaprisma serve solo occasionalmente: i vantaggi offerti riguardano solo alcune ipotesi marginali di lavoro mentre vengono a mancare le infinite possibilità operative del pozzetto e il peso del complesso aumenta di circa 350 grammi.

Tuttavia l’oggetto ha un suo fascino e merita di essere acquistato, unitamente alla borsa speciale  che consente di lasciarlo montato, sia perché amplia comunque le possibilità operative della Rollei, sia per la sua bellezza e imponenza.

In effetti una Rollei corredata di pentaprisma e di Mutar ha una indubbia suggestione e arricchisce la vetrina che la contiene.

Non conosco i dati numerici della produzione, ma certo l’oggetto è piuttosto raro, evidentemente perché i fortunati possessori non se ne disfano facilmente.

Secondo la Guida Vasari il pentaprisma costava, nel giugno 1961, 42.000 lire. Nel catalogo di Leicatime, aggiornato al 1995 ne sono offerti tre esemplari, a prezzi che variano da 640 a 880 DM (allora un DM valeva circa 920 lire).

Penso quindi che sarebbe un buon affare l’acquisto di un pentaprisma in buono stato ad un prezzo che oscilla tra i 400 e i 500 €, sempre che vi riesca trovarlo (dei tre esemplari offerti da Leicatime almeno uno è finito nelle mie rapaci mani).

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