IL PARALUCE

È comunemente indicato come l’accessorio di cui non si può fare a meno salvo che si voglia fotografare solamente col sole alle spalle. La Rollei opera sulla base degli stessi principi fisici e chimici degli altri apparecchi fotografici e non si sottrae alle inevitabili limitazioni.

La biottica in genere consente però di evitarne l’impiego in un buon numero di casi: è infatti sufficiente, ove si usi la macchina appesa alla tracolla, farvi cadere sopra l’ombra di una mano mentre si impugna e si scatta con l’altra. Il mirino a pozzetto consente di avere una completa visione dell’insieme, e tenere la mano (o un qualsiasi riparo) a distanza di sicurezza tale da evitarne la comparsa nel fotogramma.

L’ottima qualità degli obbiettivi, composti da un numero ragionevole di lenti trattate, evita poi (o riduce al minimo) i riflessi interni per il caso che la sorgente di luce debba entrare nella composizione.

Ma i paraluce Rollei presentano caratteristiche che ne giustificano l’acquisto anche a prescindere dall’impiego.

Il montaggio avviene come è noto sull’anello esterno della baionetta, senza che si debba far ricorso   a delicate e complesse operazioni di avvitamento su filettature a passo ridottissimo; la collocazione al punto giusto è sicura, la forma appositamente studiata per il formato quadrato offre il massimo di protezione, con la certezza di evitare qualsiasi caduta di luce. Non vi sono problemi per montare contemporaneamente un filtro, che va sulla baionetta interna.

Un ghiotto boccone per i collezionisti è il paraluce in materiale elastico, corredato però della solita baionetta. L’accessorio può essere lasciato in sede anche durante la chiusura della borsa pronto o della custodia stagna.

Vi è tutta una serie di astucci che consentono di trasportare alla tracolla il paraluce ed i filtri.

Taluni ospitano in unico contenitore un paraluce e due filtri: ne ho un esemplare, acquistato poco dopo la mia prima Rolleicord, atto ad ospitare il paraluce e due filtri con baionetta I.

Un ingegnoso strumento polivalente è il Rolleilux: si tratta di un paraluce con baionetta I, annerito all’interno ma, verosimilmente per ragioni di estetica, lucido all’esterno; reca incernierato sul lato sinistro un esposimetro con fotocellula al selenio. In posizione di riposo l’esposimetro si trova ripiegato all’interno del paraluce, protetto durante il trasporto dalla robusta struttura metallica; al momento dell’uso viene estratto con una semplice rotazione.

L’accessorio è dedicato a quegli apparecchi che non sono mai stati forniti con esposimetro opzionale incorporato, come le Rolleicord, le Automat e le 4x4. Proprio per questo esiste, per quanto mi risulta, solo con baionetta I.

La qualità della fotocellula  e del galvanometro sono tali che il mio Rolleilux, acquistato di terza o quarta mano e per vero non conservato nella bambagia (ho dovuto cannibalizzare una innocente Zorki  per rimpiazzare la vite mancante su un lato della cerniera), continua a dare indicazioni ampiamente attendibili e comparabili con quelle che mi fornisce la Leica M6 TTL flash.

Il costo dei paraluce sul mercato dell’usato è quanto mai incerto, in funzione dello stato di conservazione, del modello e delle aspettative del proprietario.

Ho lasciato andare un paraluce di materiale elastico con baionetta II poiché il venditore pretendeva di fare un blocco con una 3,5 F Planar, borsa e cinghia per la stessa (e forse sono stato poco furbo poiché .. .. dove vivono 3 apparecchi di quel tipo può anche starcene un quarto e il prezzo del complesso corrispondeva più o meno al valore del solo corpo.

Cercate in ogni caso di non farne a meno: anche se vi serve poco il valore collezionistico non è trascurabile.

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